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Il backup del sito funziona davvero? Come verificarlo prima che serva

3 min di lettura

Quasi tutti i siti “hanno un backup”. Molti meno hanno un backup che, il giorno in cui serve, permette davvero di rimettere il sito in piedi. Lo si scopre di solito nel momento peggiore: dopo un attacco, un aggiornamento andato male o un errore umano.

La buona notizia: verificarlo è un lavoro di un’ora, da fare con calma. Ecco le domande da farsi, in ordine.

1. Cosa viene salvato, esattamente?

Un sito come WordPress è fatto di due parti, e servono entrambe:

  • i file: tema, plugin, immagini e documenti caricati, file di configurazione;
  • il database: pagine, articoli, impostazioni, utenti, ordini.

Un backup dei soli file, o del solo database, non basta a ricostruire il sito. Controlla nelle impostazioni del plugin o dell’hosting che siano inclusi tutti e due.

2. Dove sono le copie?

Se il backup sta sullo stesso server del sito, un guasto, un attacco o un problema con l’hosting possono portarsi via sito e backup insieme.

Una regola semplice e collaudata è la 3-2-1:

  • 3 copie dei dati (l’originale più due backup);
  • su 2 supporti o servizi diversi;
  • 1 copia fuori dal server, in un altro posto (per esempio uno spazio cloud separato).

I backup dell’hosting sono utili, ma considerali una delle copie, non l’unica.

3. Con che frequenza, e per quanto tempo li tieni?

  • Frequenza: dipende da quanto cambia il sito. Un sito vetrina aggiornato poco può bastare con un backup settimanale; un e-commerce o un sito con prenotazioni ha bisogno almeno di un backup giornaliero.
  • Conservazione: tieni più versioni nel tempo, non solo l’ultima. Un attacco o un errore a volte viene scoperto dopo giorni: se il backup più vecchio che hai è di ieri, potrebbe essere già “sporco”.

4. Te ne accorgi se un backup fallisce?

Un backup che si è fermato tre mesi fa, senza avvisi, è il caso più comune.

  • Attiva le notifiche via email in caso di errore, se il sistema le prevede.
  • Ogni tanto apri la lista dei backup e controlla due cose: la data dell’ultimo e la dimensione. Un backup che all’improvviso pesa molto meno del solito è un campanello d’allarme.

5. Chi può cancellarli?

Se chi entra nel pannello dell’hosting può anche cancellare i backup, un attacco può eliminare entrambi. Conviene che la copia esterna stia in un account separato, con credenziali diverse e l’autenticazione a due fattori attiva.

6. La prova che conta: il ripristino

Un backup è davvero valido solo quando hai provato a ripristinarlo. Non serve farlo sul sito vero:

  1. crea una copia di prova (staging), che molti hosting offrono con un clic, oppure usa un ambiente locale;
  2. ripristina lì l’ultimo backup completo;
  3. controlla che il sito si apra, che le pagine principali ci siano, che immagini e moduli funzionino, che si possa accedere all’area di amministrazione;
  4. annota quanto tempo ci hai messo e i passaggi seguiti.

Quel tempo è un’informazione preziosa: ti dice quanto resterebbe offline il sito in caso di problemi. E i passaggi annotati sono la procedura da seguire quando non c’è tempo per pensare.

Fallo almeno una volta l’anno, e ogni volta che cambi hosting o sistema di backup.

Non dimenticare il resto

Il sito non è tutto. Chiediti anche:

  • le email: sono salvate dal tuo fornitore di posta? Per quanto tempo restano recuperabili quelle cancellate?
  • il DNS: hai un elenco dei record del dominio (posta, verifiche, sottodomini)? Ricostruirli a memoria è difficile.
  • gli accessi: le credenziali di hosting, dominio e backup sono conservate in un posto sicuro, e non solo nella testa di una persona?

In breve

Un backup funziona davvero se è completo, fuori dal server, controllato e soprattutto provato. Un’ora oggi, con calma, vale molto di più di una notte di panico domani.

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